Reggio Calabria
 

L'appello del docente dell'Università Mediterranea Viglianisi Ferraro ai neodiplomati: "Rimanete a studiare a Reggio Calabria"

Ha riscosso molti consensi l'appello lanciato qualche giorno fa su facebook dal noto docente dell'Università Mediterranea, Angelo Viglianisi Ferraro.

Un invito rivolto ai neodiplomati (e ai loro genitori), che a breve si troveranno di fronte ad una delle scelte più importanti, ovvero quella riguardante l'ateneo in cui iscriversi, la città in cui trasferirsi e magari cominciare a costruirsi un futuro. E se quella città fosse proprio Reggio Calabria? E se l'Università fosse la Mediterranea? Sono lontani i tempi in cui l'Ateneo reggino muoveva i primi passi, tra mille difficoltà e strutture giocoforza carenti sotto molti aspetti. Il ricordo di quel periodo, vissuto in prima persona dal ricercatore reggino, che è stato uno dei primi studenti del neonato ateneo, è per lui l'occasione per fare un primo bilancio. "Ai miei tempi non avevamo la palestra e i laboratori sportivi gratuiti, i corsi serali di vario tipo aperti a tutti organizzati dal Movimento Contaminiamo i Saperi, i viaggi-studio presso le più importanti capitali europee (con visita di prestigiose università ed istituzioni sovranazionali) a prezzi stracciati, due Residence nuovissimi per gli studenti ed accesso online alle più importanti riviste giuridiche. Oggi, la Mediterranea offre invece anche questo", scrive il prof. Viglianisi Ferraro, riconosciuto recentemente dall'Associazione Biesse di Reggio Calabria come eccellenza del territorio (assieme al giudice Di Bella ed altri importanti figure locali), ma premiato anche in Messico, come giurista italiano dell'anno per il suo impegno a favore dei diritti umani, e in Spagna e Nicaragua come Professore onorario.

L'Università Mediterranea (classificatasi seconda in Italia fra le piccole università nella classifica CENSIS 2020/2021) ha fatto passi da gigante e si è accreditata come una delle migliori di tutto il Sud Italia e del Paese intero, distinguendosi per alcuni dipartimenti (tra cui il DiGiES), considerati di eccellenza dallo stesso Ministero dell'Università, per una serie di corsi di laurea e post laurea all'avanguardia e per un centro di ricerca, il Mediterranea International Centre for Human Rights Research, che ogni anno attira decine di docenti e studiosi da ogni angolo della Terra.

Allora è lecito chiedersi perché molti giovani calabresi, ogni anno si allontanino dalla loro terra e dai loro affetti per intraprendere gli studi nelle università del centro e, soprattutto, del nord Italia. Questione di blasone? Atavica difficoltà a riconoscere una delle (tante) eccellenze della nostra regione? O, più semplicemente, timore di avere una formazione poco al passo coi tempi rispetto ai grandi atenei delle aree più sviluppate del Paese? A queste domande risponde lo stesso Viglianisi Ferraro con un semplice quanto incisivo precisazione: "alla formazione ricevuta alla 'Mediterranea' devo moltissimo". E se lo dice lui c'è da crederci, visti gli innumerevoli successi che finora hanno costellato la sua carriera, iniziata con la laurea ed il dottorato di ricerca conseguiti proprio a Reggio Calabria. Da lì un'escalation continua che lo ha portato, tra le altre cose, a divenire titolare oltre che della cattedra di Diritto Privato europeo nell'ateneo calabrese, di incarichi di docenza presso prestigiose università straniere (fra queste la Plekhanov Russian University of Economics di Mosca, la Cracow University of Economics in Polonia e la Universidade Federal de Sergipe in Brasile), conditi dalla direzione di progetti e programmi di ricerca promossi in collaborazione con decine di illustri giuristi di tutto il mondo e dalla pubblicazione di articoli scientifici nelle più importanti riviste mondiali di settore. Insomma, una pioggia di successi e di apprezzamenti per il "professore di periferia", come ama definirsi, cresciuto in Calabria ma capace di farsi conoscere ed invitare come relatore a convegni in oltre cento università dei vari continenti, grazie alle solide basi accademiche costruite in riva allo Stretto. A riprova del fatto che la "Mediterranea" fornisce ai propri studenti una formazione di altissimo livello, che nulla ha da invidiare agli atenei più "di grido". E, perciò, sarebbe auspicabile che le nuove generazioni di studenti, che stanno per affacciarsi ad una nuova fase della loro vita, valutassero seriamente l'opportunità di rimanere a studiare a Reggio.