Reggio Calabria
 

Reggio, Potere al Popolo invita alla partecipazione per la manifestazione in onore di Soumaila Sacko

"Giustizia per Soumaila Sacko, vittima di un omicidio che non può e non deve rimanere impunito, giustizia, diritti e dignità per i braccianti quotidianamente sfruttati". Sono queste le perentorie richieste dei lavoratori delle campagne di tutta Italia che Potere al Popolo! – Reggio Calabria vuole sostenere, aderendo alla mobilitazione convocata dall'Usb e scendendo in piazza insieme ai braccianti sabato 23 giugno a Reggio Calabria.

"È un appuntamento – dicono attivisti e simpatizzanti di Potere al Popolo – necessario, doveroso e urgente alla luce del clima di odio e violenza razzista, strumentalmente creato ed alimentato dal governo Salvini-Di Maio. Archiviata la campagna elettorale, Lega e 5stelle hanno buttato giù la maschera e chiarito subito chi siano i loro veri referenti, non a caso il primo provvedimento di cui si sia parlato è la flat tax, straordinario regalo ai (pochi) ricchi di questo Paese. Una misura destinata a prosciugare gran parte delle risorse disponibili e mandare quindi in soffitta propositi come il reddito di cittadinanza o la riforma della Fornero, strumentalmente agitati in campagna elettorale per far breccia fra lavoratori e disoccupati".
Per distogliere l'attenzione dalla cancellazione di queste promesse elettorali Salvini, con il valido apporto dei ministri a Cinque stelle, soffia sulle paure e sulla disperazione degli italiani, rispolverando il solito nemico buono per ogni stagione: il migrante che viene a rubare le briciole di uno Stato sociale in declino. Una grossolana bugia, per di più sostenuta da un partito protagonista dello smantellamento dello stato sociale e dei diritti dei lavoratori, ma che riesce a far breccia in larghi strati della popolazione, piegata dalla crisi.
"È finita la pacchia" ha annunciato festante Salvini, gloriandosi di aver chiuso i porti a centinaia di disperati creati dalla scellerata politica estera di tutta Europa nell'ultimo secolo. "È classe media" hanno ripetuto gli accoliti del ministro, mentre più di 600 persone affamate, debilitate dal mal di mare, senza null'altro che i vestiti rotti che portavano addosso rischiavano di morire in mezzo al Mediterraneo. Ma la pacchia – dicono chiaro da Potere al popolo – non è mai esistita. Né sui gommoni, né negli sprar o nei cas, né nei campi dove ci si spezza la schiena da mattina a sera.
"Per questo - dicono da Potere al popolo - noi sabato saremo in piazza non solo per sostenere le giuste rivendicazioni dei braccianti, ma anche per spiegare la vera natura dell'operazione che Salvini e soci stanno mettendo in piedi sulle spalle di giovani, lavoratori e disoccupati". I lavoratori di Rosarno – affermano militanti ed attivisti – hanno mostrato la strada. Grazie alla loro mobilitazione, tutte le bugie sull'omicidio di Soumaila, che inutilmente hanno tentato di far passare per un ladro, sono state spazzate via ed oggi è chiaro a tutti che la vera ragione della sua barbara uccisione sta solo nelle indegne condizioni di sfruttamento e degrado che tanto comodo fanno alla 'ndrangheta.
Non è un mistero che mafiosi di ogni risma coltivino clientele e consensi assumendo falsi braccianti che ricevono indebitamente contributi e indennità, mentre nei campi a lavorare ci sono i nuovi schiavi, pagati pochi euro l'ora. Non è un mistero che la marginalizzazione e la ghettizzazione di una comunità ormai da anni stanziale in Calabria e in Italia sia solo servita ad autorizzare "procedure d'emergenza" che – la cronaca recente ce lo insegna – magari servono a coprire affari e business di amici e compari di turno. Sulla pelle dei braccianti poggia un sistema di illegalità diffusa che può essere spezzato solo attraverso un vero e reale riconoscimento dei diritti che dovrebbero essere l'architrave della democrazia in questo Paese. Per questo non possiamo che appoggiare e fare nostre le rivendicazioni dei braccianti. La loro lotta è la lotta di tutti per un Paese più giusto, più realmente democratico, più civile.
Diciamo basta alla ghettizzazione dei braccianti, alle tendopoli vecchi e nuove, a container e capannoni. Bisogna puntare all'inserimento abitativo ricorrendo alle migliaia di case sfitte della Piana di Gioia Tauro e della provincia di Reggio, che potrebbero essere così affittate dai braccianti, generando anche un reddito per chi le mette a disposizione.
Diciamo basta allo sfruttamento e chiediamo mano dura contro gli sfruttatori e non contro gli sfruttati. Bisogna spezzare la dittatura della Grande Distribuzione Organizzata che impone prezzi così bassi da strozzare non solo i lavoratori ma anche le piccole e medie aziende agricole.
Diciamo basta alle leggi che criminalizzano la clandestinità e la trasformano in una straordinaria arma di ricatto nelle mani dei padroni, che usano finti contratti di lavoro per costringere i lavoratori a paghe da fame e turni infiniti.
Diciamo basta all'imbarbarimento del mondo del lavoro, spogliato dei diritti acquisiti in anni di lotte, precarizzato e diviso da controriforme sempre più devastanti.
Chiediamo lavoro, uguaglianza, diritti, dignità per tutte e tutti".