Cosenza
 

Finti matrimoni per ottenere permessi di soggiorno: scoperta banda italo-marocchina a Cosenza

Fedenuziale1Costava dai 4.500 ai 6.000 euro combinare un matrimonio che consentisse a cittadini stranieri di acquisire il diritto di rimanere in Italia. Ad occuparsene era un'organizzazione criminale la cui attivita' e' stata scoperta dai carabinieri del Ros, in collaborazione con quelli del comando provinciale di Cosenza.

La scoperta di sette matrimoni fittizi rappresenta il fulcro dell'inchiesta della Procura della Repubblica di Cosenza, diretta da Mario Spagnuolo, stamattina ha portato all'operazione dei carabinieri che ha portato all'esecuzione di un provvedimento cautelare a carico di tre persone accusate di avere favorito, attraverso un sistema fraudolento, la permanenza illegale di cittadini stranieri nel territorio italiano. E' una sola, e non due come era stato comunicato in un primo momento dagli inquirenti, la persona agli arresti domiciliari a seguito dell'operazione "San Valentino", effettuata oggi dai Carabinieri su disposizione della Procura di Cosenza. Si tratta di Armando Leporato, di 40 anni, cosentino, gia' noto agli organi di polizia, indicato come il capo dell'organizzazione. Obbligo di dimora, invece per due donne, Z.E., 37 anni, di Cosenza, e A.E., 40 anni, di San Fili (Cosenza). Rigettate le misure cautelari chieste dalla procura nei confronti di altre sei persone, tra cui tre stranieri.. Le persone indagate sono, complessivamente, 13. L'inchiesta che ha portato all'operazione di stamattina e' stata coordinata dal Procuratore della Repubblica aggiunto di Cosenza, Marisa Manzini. Gli inquirenti hanno anche eseguito decreti di perquisizione nei confronti di altre 6 persone, tutte ritenute accusate di associazione per delinquere e di favoreggiamento della permanenza illegale di stranieri nel territorio italiano.

I provvedimenti scaturiscono da un'attività investigativa originata nell'estate del 2016 a seguito di dichiarazioni testimoniali di un cittadino marocchino riguardo un presunto affiliato allo stato islamico, il quale aveva confidato propositi di attentati terroristici da eseguire in Europa e in alcune cittadine del Marocco. Gli accertamenti svolti sulla base delle notizie fornite dal testimone, hanno consentito di identificare lo straniero presunto militante dello stato islamico nel cittadino marocchino B.S., domiciliato in Cosenza.

Nella seconda metà di agosto 2016, a soli tre giorni dalle attivazioni dei controlli tecnici, B.S. ha lasciato l'Italia per recarsi in Marocco dopo aver soggiornato brevemente in altri stati europei. Tuttavia, si poteva appurare che lo stesso B.S., insieme al fratello B.M. Pure domiciliato in Cosenza, si era avvalso dei servizi illeciti forniti da un'organizzazione criminale italo-marocchina radicata in Cosenza, la quale offriva la possibilità di contrarre matrimoni fittizi con donne italiane. Tanto al fine di ottenere i documenti necessari per legittimare la propria presenza in Italia e quindi per spostarsi con facilità nelle nazioni del c.d. "territorio Schengen".

 

In tale contesto B.S. aveva fittiziamente contratto matrimonio con la cittadina italiana P.E., residente a Cosenza e B.M. contratto matrimonio con A.E., residente a San Fili (CS). Nell'ambito delle indagini conseguentemente indirizzate in direzione del sodalizio italo-marocchino avente base logistica a Cosenza, sono state individuate complessivamente 27 persone partecipi, ciascuno con precipui compiti, a 7 unioni matrimoniali fittizie, consumate tra luglio 2015 e giugno 2018 tra cittadini italiani ed uomini/donne di nazionalità marocchina illegalmente soggiornanti sul territorio italiano.

E' stata altresì accertata la centralità del cosentino L.A. Quale capo promotore del gruppo criminale di riferimento, composto da 6 italiani (L.A., F.A., Z.E., M.U., A.E., D.G.) e 3 marocchini (A.H., A.J., S.R.), ciascuno con propri ruoli diretti ad individuare cittadini extracomunitari bisognosi di ottenere un permesso di soggiorno; fornire loro un supporto logistico; organizzare matrimoni fittizi tra cittadini italiani e cittadini extracomunitari irregolarmente presenti sul territorio nazionale; procurare a questi ultimi un permesso di soggiorno provvisorio e garantire loro tutti i vantaggi derivanti dal conseguimento dello stesso, ottenendone in cambio un illecito profitto pari ad ingenti somme di denaro comprese tra 4.500 e 6.000 euro a matrimonio; assicurare attività di assistenza e supporto sia nella fase antecedente al momento della celebrazione del matrimonio che successivamente, adoperandosi affinché gli stessi potessero ottenere i documenti di identità (carta di identità, codice fiscale) e di abilitazioni alla guida di autoveicoli nel territorio europeo.