Inchiesta pm Aosta, Gup: "Favoreggiamento Cuomo? Illazioni"

"Gli elementi di accusa nei confronti di Pasquale Longarini in ordine al reato di favoreggiamento lui contestato appaiono anche meno che indiziari, piuttosto si riducono ad illazioni dovute anche, nella loro origine, probabilmente alla delusione per l'esito sfavorevole del segmento di indagine che riguardava il monitoraggio degli spostamenti di Nirta tramite l'intercettazione dell'imprenditore valdostano". Lo scrive il gup di Milano Guido Salvini nelle motivazioni della sentenza con cui il 9 aprile ha assolto l'ex procuratore facente funzioni di Aosta, Pasquale Longarini, ora giudice civile a Imperia, dalle accuse di induzione indebita, rivelazione di segreto d'ufficio e favoreggiamento. L'assoluzione dall'accusa di favoreggiamento si "estende anche al reato di rivelazione di segreti d'ufficio" che e', scrive il gup, "del tutto indeterminato nel suo contenuto se si esclude la vicenda relativa alle intercettazioni".

Longarini era accusato di aver rivelato a Cuomo - dopo averlo appreso dai carabinieri di Aosta - che l'imprenditore era intercettato in un'inchiesta della Dda di Torino sulla 'ndrangheta in Valle. Ma per il gup e' "molto probabile" che quando - "cioe' il 20-21 aprile 2015" -, Longarini aveva avuto notizia del procedimento torinese, Cuomo - "nei giorni precedenti al 10 aprile 2015", come emerso dagli atti della Dda - "avesse gia' rotto i rapporti con Nirta e quindi non avesse certo alcun bisogno di suggerimenti dall'esterno".